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Posts Tagged ‘Tina Broccoli’

tina-broccoli-2016

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Primi studenti diplomati del corso di Formazione Feldenkrais "Strigara 3"

Here they are the first graduates of the Training of the Feldenkrais Method “Strigara 3”
Congratulations to all of you…. fantastic group.
Simone

P.S. Only one of these black eyes is authentic, it was a sign of solidarity……
maybe you can manage to guess who has the black eye for real!!!

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Anniversario della morte di Tina Broccoli

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POST-TRAINING with EILAT ALMAGOR,

POST-TRAINING with EILAT ALMAGOR

“Working with Children with Special Needs”
October 31, November 1- 2 2015

Children with special needs, a more refined differentiation.
Last years the post-training on working with children had the title of “How to feel and find what the child can do and start from there.”
The explanation to that title was: “Many times it is evident what a child cannot do, but the way to bring about improvement is to single out what the child is able to do, feel and use such ability to learn and improve. In the post-training we will work with children and practice on how to discover the child’s abilities and how to use them in the child’s learning process for the next step.”
This is obviously true and will be addressed in our present post-training, but this time we will learn more specifically how to detect small hints of the beginning of functions like rolling, crawling, talking, balancing, when they are still far from being perfect or useful and how to facilitate their emergence and consolidation to become useful real functions.
The participants who come by car are required to bring their tables.

The Post Training will take place at the Centro Scientifico del Movimento

Schedule: 10:00AM–1:00PM / lunch break / 2:30PM–4:30PM

The training will be held in English, with a consecutive translation in Italian.
for information:

Centro Scientifico del Movimento
via Castello, 11 – 47030, Strigara di Sogliano al Rubicone (FC)
Telefono 0541-948035 – http://www.centrofeldenkraiscsm.it
e-mail: info@centrofeldenkraiscsm.it
Pagina Facebook e Twitter: Feldenkrais

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Tina

Ti  ho conosciuta al liceo, decenni fa, insegnavi Scienze Naturali, io Storia e Filosofia, l’altra nostra amica, Rosella, insegnava Italiano: sono del suo giardino le pere cotogne che tieni tra le mani nella foto.

Un’immagine di settembre, dello scorso settembre. L’hai voluta per il sito del tuo Centro. Nessuno pensava che sarebbe stata abbinata alla parola ricordo.

Rosella mi ha detto che al tuo funerale le è mancato il ricordo di noi, di noi prima, prima dell’avventura vincente del tuo Centro.

E come eravamo noi? Chi eravamo? Noi eravamo quelle che a fine anni settanta integravano il movimento degli insegnanti precari, e perdevamo soldi e soldi scioperando a oltranza,  eravamo quelle  che partivano in treno per Amsterdam, per il primo Festival Femminista d’Europa.  Zoccoli e gonne a fiori,  belle, allegre e arruffate. Dopo due o tre serate colte al Festival, abbiamo deciso che ci divertivamo di più nel quartiere a luci rosse, e andavamo a vedere le ragazze in vetrina, a stupirci dei bei giovinotti che le frequentavano, a sorprenderci dei prodotti dei sex shop, come due  sprovvedute provincialotte. E tu rubavi un piattino, un cucchiaino, un portacenere in ogni bar, e ci toccava scappare lungo i canali, e ti dicevo di smettere, ma tu ridevi e rispondevi  “E perché?” Ma perché, Tina, certe cose non si fanno, come morire come hai fatto tu, troppo in fretta. E ancora dovevamo mettere a punto il tuo ultimo libro. L’avremmo fatto quest’inverno, mi hai detto a settembre. Eravamo a Gabicce, con altri amici. Settembre a Gabicce, buona abitudine, abbiamo pensato. Non andrò più a Gabicce, credo. E a fatica andrò lì vicino, a Cattolica, dove Rosella abitava in quella invidiabile casa al sesto piano sul mare.

Ci mettevi per terra e con professionalità nascente praticavi con le donne amiche ciò che il Maestro  ti aveva trasmesso, ciò che avevi sperimentato e ti aveva guarito. Noi scoprivamo parti e movimenti del nostro corpo dimenticati nell’infanzia, tu ci facevi sentire diritte, sorridenti e armoniose. E si parlava di noi, dei nostri uomini e si rideva , sì, ridevamo tanto.

Scorrono le immagini  di trentasette anni: della scuola di Cittiglio, Varese,  dove per il tuo cognome ho voluto conoscerti, di un camino affrescato mentre preparavamo una meravigliosa marmellata di arance siciliane, della vita al mulino… una favola da raccontare oggi.

Il Mulino vicino alla Svizzera l’avevi comprato con il tuo compagno di allora, primi anni ottanta. Ci passavamo le estati, con il maiale Elisabetta e le  due Pipe, le anatre che per anni avevi tenuto sul balcone di casa prima di trasferirti lì. Le Pipe le portavamo al lago in Valganna, o a Porto Ceresio, alla sera facevamo festa sull’aia del mulino.  Andavamo anche a pescare al fiume, per sentirci in California, un filo di nylon, un amo, mai nessuna preda. Stravaganti, certo, ma autentici, così radicalmente vicini all’idea che avevamo di noi, liberi, trasgressivi,  audaci.  Tu forse più di tutti. L’immaginazione sempre oltre il presente, gli occhi arguti che scrutavano intorno per inventarsi qualcosa di nuovo. E te lo sei inventato per bene.  Strigara.

E le mie prime salite fino a Strigara. Felice ogni volta di rivederti, anche se mi sgridavi per non aver fatto gli esercizi che tu mi avevi insegnato per salvare la mia anca. Felice di saperti sempre concentrata nello studio e nella sperimentazione del Metodo, ma ancor di più di ritrovare cucina giardino cani gatti che mi riportavano Tina, amica romagnola trovata in Lombardia.

Alla presentazione del tuo primo libro ti abbiamo truccata e vestita di seta. Ti eri allenata a camminare sui tacchi, li portavi anche per andare nel pollaio,  oscillavi su quel paio di sabot leopardate e a punta. Non ricordo come fossi vestita io, ma l’emozione sì che me la ricordo. Ti avevo aiutata a produrre un evento culturale, scientifico. Eravamo diventate delle grandi donne. La tua grandezza mancherà al mondo.

LELLA                                                                     ROSELLA

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There are some people who leave their mark in our lives. Chance encounters that occur because of circumstances, sometimes nice, sometimes less nice. This is how we met, Tina, accidentally on a sensitive and loving person’s advice.

You had been the umpteenth attempt to find someone who could really give importance to the word “hope” for our Jenny. You were a reward for us: Samuela, her family, and I, who never gave up.

In these years I saw you do amazing things following the Feldenkrais Method and the logic behind this method. You, who lived giving whatever you could in order to let this Method flourish and be known.

Your life was the proof of what one can do when one really believes in something. You traced a very clear path, in terms of which direction to take and what mentality to apply. And looking at all the people who came here today to bid you farewell, I really must say that you did leave a mark, a very deep one indeed.

On my behalf, witness of your skills, of your strength, and your great humanity, I can only say, “Thank you!” A thanks which isn’t really quite enough compared to all of what you have left us…I know. But I will try to help the Feldenkrais Method to get more and more known by telling everyone about it and about the amazing woman who introduced me, my wife Samuela, and Jenny, to it.

Thank you again, Tina. Thank you for everything.

Marco.

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