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Posts Tagged ‘moshe feldenkrais’

 Post-training with Stephen Rosenholtz - "Functional Integration Lessons on the chair"

How to let a person explore and learn
new and different possibilities of movement in sitting.

In this advanced you will learn the classical sitting FI lesson taught by Moses, freeing the shoulders to organize the spine and the way of sitting. We will employ criterion movements, substitution of effort for the work of muscles that hold the shoulders and a progression of integration that leads to better sitting. This lesson is particularly useful with elder clients, those who sit a great deal of the time, people in wheelchairs and those with frozen shoulder. For those new clients who are not familiar with our Method this lesson is useful way of working since the lesson moves from the very familiar and known function sitting to new possibilities.

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MOVIMENTI PER LE ATTIVITA' CERVICALI

MOVIMENTI PER LE ATTIVITA’ CERVICALI

Carissimi,

“Secondo me, l’apprendimento che permette una crescita ulteriore delle strutture e del loro funzionamento è quello che conduce a nuovi e diversi modi di fare le cose che sappiamo già fare. Questo tipo di apprendimento aumenta la nostra capacità di scegliere più liberamente. L’avere un solo modo di agire vuol dire che possiamo scegliere soltanto tra agire e non agire.

Ciò può non essere così semplice come sembra. Tutti noi giriamo la testa a destra se intendiamo guardare a destra, e anche le spalle parteciperanno al movimento verso destra. Considerato dal punto di vista dell’apprendimento organico, il movimento della testa, degli occhi e delle spalle nella stessa direzione è il modo di agire più primitivo e semplice imparato nella nostra prima infanzia. Il sistema nervoso è capace di altri modelli di movimento, diciamo gli occhi a destra mentre testa e spalle si girano a sinistra.

Ci sono in effetti sei possibilità. Provatene una qualunque che non vi sia familiare. Andate molto lentamente, in modo che possiate rendervi conto dove dirigete testa, occhi e spalle mentre vi “differenziate” dal solo modello che conoscete. A che scopo? Provate cosa vi accade quando riuscite a eseguire più volte un nuovo modello e a renderlo più o meno familiare di quello conosciuto. Vi sentirete più alti, più leggeri, respirerete meglio e avrete un senso di euforia che forse non avete mai provato. Tutta la vostra corteccia motoria lavorerà con tale qualità di autodeterminazione quale mai avreste creduto possibile.”

(…) continua a pagina 43 – tratto da “Le Basi del Metodo per la consapevolezza dei processi psicomotori” di Moshe Feldenkrais

Domenica 12 Gennaio nel Centro di Strigara imparerete nuovi modi per eseguire le azioni, arricchendo in questo modo il repertorio delle vostre abilità psicomotorie.

Affettuosamente

Tina Broccoli

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Feldenkrais sarebbe stato molto contento di andare in limousine a vedere una antica e storica produzione romagnola “La teggia di Montetiffi”.

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Le teglie di Montetiffi

Montetiffi è un luogo sospeso nel verde e nell’azzurro delle colline, quando guardi la millenaria abbazia benedettina divieni pellegrino e viandante.

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Anche Montetiffi è Sogliano al Rubicone, luogo che non smette di sorprenderti: Pascoli, il formaggio di Fossa, il Rubicone, e ora Montetiffi!
Lì, su una collina che guarda il monastero e i caratteristici ‘massi erranti’ del Pliocene, c’è la casa di Rossella e Maurizio che hanno ripreso la tradizione di fare i ‘testi’ per le piade, artigianalmente secondo l’antica tradizione di Montetiffi, attestata con documenti già nel 1527.
La ‘teggia’ o il ‘testo’, dal latino ‘testum’ (coccio di terracotta) in argilla locale consente di cuocere la piadina donandole il profumo e il sapore delle cose buone. Nei testi, che oggi vengono creati dalle sapienti mani di Rossella, puoi anche cucinare le verdure, la pizza, il pesce, senza aggiungere olio o altri grassi.
Puoi cuocere sia in forno e, allora, metterai il testo nel forno freddo facendo salire lentamente la temperatura, o direttamente sul fuoco. Il testo non va lavato ma solo pulito. La componente fondamentale della “teggia” è l’argilla di Montefitti con l’aggiunta di poca calcite locale e acqua di sorgente. L’argilla viene scavata direttamente in loco, frantumata in polvere, setacciata manualmente. In mastelli si aggiunge acqua e si crea un impasto molle da lavorare al tornio. Su trespolo che viene girato dal sapiente piede destro di Rossella si mette un riquadro spolverato con calcite frantumata e un po’ d’impasto d’argilla che mano mano le mani modellano per fare il ‘fundel’, il fondo.

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(more…)

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MOSHE FELDENKRAIS

Nascewt in Russia nel 1904 e a 14 anni emigra in Israele, dove studia e lavora.

Nel 1928 si laurea in ingegneria meccanica ed elettrica alla Sorbona di Parigi. Collabora con Joliot Curie nella ricerca sulla fissione nucleare.

Allievo di Jigoro Kano, diventa cintura nera di judo e fonda il primo club di judo in Francia.

A causa di un incidente ad un ginocchio decide di occuparsi personalmente della propria rieducazione e giunge ad elaborare un metodo pratico di lavoro che espone in modo organico nel libro Body and Mature Behaviour del 1949.

I suoi punti di vista sull’ansia, sulla depressione, sull’importanza della diramazione vestibolare dell’ottavo nervo cranico sono, oggi, universalmente accettati.

Si dedica all’insegnamento e alla diffusione del suo metodo basato su geniali e innovative intuizioni della relazione tra corpo e mente.

Tra i suoi allievi David Ben Gurion, Margareth Mead, Leonard Bernstein e Moshe Dayan. Muore in Israele nel 1984. I suoi proseliti continuano la diffusione e lo sviluppo del Metodo.

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INTRODUZIONE

Il Metodo Feldenkrais è lo sviluppo di un apprendimento arrestato.

Arrestato nel momento in cui ci è stato detto “mangia, non farti la pipì addosso, non fare la cacca” e noi, terrorizzati, abbiamo iniziato a controllare prematuramente gli sfinteri.

Arrestato quando ci è stato minacciato “se sei cattivo chiamo il lupo e la strega malvagia” e noi abbiamo imparato a bloccare il respiro per non farci udire, impedendo al nostro ventre di espandersi in fuori.

Arrestato quando davanti alla paura del buio abbiamo iniziato ad assumere la forma rannicchiata e a bloccare le nostre emozioni.

Arrestato quando ci hanno parcheggiato nei box e noi non abbiamo potuto sperimentare sul suolo le tappe evolutive fondamentali per il nostro equilibrio psicomotorio.

Arrestato nel momento in cui ci è stato detto con troppa frequenza “stai in piedi, cammina” e noi non avevamo ancora i piedi, il bacino, la colonna e i muscoli pronti a sostenerci e ci hanno messo in piedi senza darci l’opportunità di scoprirlo.

Arrestato tra i banchi di scuola, costretti in posizioni statiche per ascoltare nozioni estranee alla nostra percezione; arrestato quando ci siamo imposti di essere più bravi, più ricchi, più prestigiosi, più veloci degli altri e primi nelle competizioni.

Arrestato nel momento in cui abbiamo ostacolato il nostro apprendimento organico diventando pigri, indolenti, fiacchi e demotivati, senza spina dorsale, privando la nostra autoimmagine di parti vitali alla nostra esistenza; arrestato quando abbiamo perduto la curiosità di esplorare gioendo con il nostro corpo e gli abbiamo fatto assumere atteggiamenti stereotipati e usuali, applicandoci al dovere e dimenticando il piacere.

Arrestato nel momento in cui abbiamo smesso di amare il nostro corpo e di sentirlo amato, ed abbiamo sacrificato il sentire al volere; nel momento in cui abbiamo rinunciato ai nostri sentimenti prediligendo l’orgoglio all’umiltà, l’arroganza alla dolcezza, il sacrificio all’amore.

Il Metodo Feldenkrais è lo sviluppo di un apprendimento che ci riconcilia con la nostra percezione sensoriale e con l’armonia delle nostre emozioni, è un ritrovato equilibrio con noi stessi, con la nostra interiorità ed aiuta a nascere, a vivere e a morire.

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Tratto dal libro “Ritorno alla vita con il Metodo Feldenkrais” Ed. Il Ponte Vecchio 2003 di Tina Broccoli

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Chissà Feldenkrais quanto sarebbe stato contento di vedere un gruppo di ragazzi che hanno sfidato “quasi come eroi” i tortuosi tornanti gelati per raggiungere il Centro e poter imparare un Metodo da Lui ideato .

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Chissà Feldenkrais quanto si sarebbe rallegrato nel vedere un Centro, con una sala con un caldo pavimento in legno, sovrastato da bellissime capriate, dove si insegna e si impara esclusivamente il Metodo Feldenkrais; accogliendo giovani provenienti da tutte le nazioni per formarli professionalmente.

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Quanto Feldenkrais avrebbe gioito, nel vedere soggiornare studenti in accoglienti appartamenti e in piacevoli ambienti socializzanti, dove possono studiare, mangiare, ballare, scambiare idee ed opinioni preparandosi per andare nel mondo ad insegnare un Metodo da Lui creato.

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Chissà se Feldenkrais si sarebbe sentito realizzato nel vederci sollevare la testa con l’incrocio abituale e non abituale delle mani.

Avrebbe potuto pensare: “ hanno imparato ad utilizzare le potenzialità intellettive ” !

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Chissà se Feldenkrais si sarebbe compiaciuto nel vedere questi giovani rimasti isolati e sepolti sotto la neve per intere giornate.

Ma hanno gioito nell’osservare l’incantevole Valle del Rubicone ricoperta da uno spesso strato nevoso, circondata da colline innevate che splendevano sotto i raggi del sole.

Fra alti cumuli bianchi hanno riscoperto i giochi dell’infanzia tirando palle di neve .

Feldenkrais si sarebbe immerso in questo suggestivo paesaggio e dopo aver osservato il duro lavoro fatto nel Centro in tutti questi anni per diffondere il Metodo F. avrebbe esclamato :

Romagna Mia !

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Romagna Mia “ :

Celebre canzone scritta dal maestro Secondo Casadei, cantata in tutto il mondo dagli immigranti italiani quando sentono la nostalgia della loro terra lontana.

“ Il viaggio e i racconti su Feldenkrais “ continueranno nel periodo pasquale.

Ufficio stampa del Comitato Scientifico Strigara 3

Il recupero del primo segmento di Strigara 3 si ripeterà nell’ultima settimana di maggio

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