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Posts Tagged ‘incontro con le erbe selvatiche’

Tarassaco – Dente di leone

Nomi comuni:Tarassaco, dente di leone, soffione,  piscialetto (nome popolare)

DESCRIZIONE DELLA PIANTA

Cresce spontaneamente nei prati dalla primavera all’autunno tappezzando i campi. È una pianta familiare e rustica con una rosetta di foglie basali oblunghe e dentate con margini a forma di dente di leone da cui il nome “dente di leone”. La radice corta a fittone con radici laterali carnose contengono un lattice come lo contengono le foglie e il fusto floreale cavo. Dalla chiusura o apertura dei suoi fiori possiamo capire se il tempo è “bello” o “ brutto”…“bello” se i capolini sono aperti; “brutto” se sono chiusi.
UN PO’ DI STORIA

Questa pianta è originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale e si è diffusa in tutto il mondo ed è stata portata a noi nel corso delle invasioni Barbariche. Nel 1500 la medicina ha riconosciuto le sue virtù diuretiche, da cui il nome volgare pisciatello.

USO:

Tenete il dente di leone in particolare considerazione: in insalata da mangiare a sazietà. Viene usata anche la radice che tostata da un ottimo caffè. Le giovani gemme preparate sottaceto possono sostituire i capperi. In certe regioni i fiori vengono usati per produrre del vino abbastanza gradevole.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

Il succo bianco che cola dal gambo quando lo si spezza, può essere applicato direttamente sulle verruche. Lo si impiega anche come collirio, una goccia in ciascun occhio per risanare la cornea. Il dente di leone svolge un’azione benefica sul molteplici organi: favorisce la digestione, stimola la secrezione del fegato del pancreas e dell’intestino. Per coloro che soffrono di itterizia, coliche epatiche, insufficienza epatica viene utilizzato come rimedio medicamento. Viene usato per la pelle come tonico e ha anche proprietà lassative, depurative e stimolanti.

RACCOLTA

Si puo’ raccogliere in primavera e nella stagione estiva. I fiori vanno raccolti al mattino.

PREPARAZIONE ED IMPIEGHI

Infusi: versate dell’acqua bollente sopra un pizzico di foglie essiccate.
Decotto: per 3 min. far bollire radici e foglie.

CONSIGLI UTILI

Non raccogliere la pianta ai bordi delle strade perché i veicoli emettono una quantità elevata di sostanze nocive che vengono assimilate dalla pianta e quindi entrano nella catena alimentare. Raccogliere foglie, fiori, radici e boccioli in primavera ed
in estate. Le radici, in autunno. In cucina: foglie: insalate crude miste, lessate, minestroni, zuppe, frittate e cassoni ; fiori: per adornare insalate  crude e miste; boccioli: sotto sale, sott’aceto, sott’olio; radici: essiccate e tostate per surrogare il caffè. L’essicazione dovrebbe avvenire in un ambiente buio e asciutto.

A cura di Sabrina Balestrieri e Manuele Reghini
Formazione Feldenkrais Strigara 3
Un ringraziamento a tutti gli studenti

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Tina Broccoli racconta l’esperienza e la nascita del progetto: Incontri mensili sulle erbe selvatiche.

Gli opuscoli scritti sull’incontro mensile con le erbe selvatiche, sono la realizzazione di un progetto ideato da un gruppo di amici nel Circolo Enogastronomico la Rosa di San Giovanni in Galilea.Il gruppo aveva l’ intento di portare gente nei nostri paesi. Si doveva creare qualche cosa di interessante per attirare le persone sui colli romagnoli. Ciascuno di noi aveva un compito specifico, qualcuno doveva interessarsi di pubblicità e della sua diffusione, qualcun’altro doveva condurre i gruppi di persone nei campi per riconoscere e raccogliere le erbe selvatiche. Io dovevo occuparmi della classificazione, della storia delle proprietà e dell’uso delle erbe selvatiche descritte negli opuscoli. Le erbe raccolte venivano utilizzate per la preparazione della cena, alla fine della quale venivano insegnati movimenti Feldenkrais e dati gli opuscoli ai partecipanti.

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Per le innumerevoli proprietà che abbiamo visto nell’articolo precedente, il cavolo è considerato una pianta terapeutica adatta a curare qualsiasi malattia. Nello stesso modo il Metodo Feldenkrais viene consigliato per tutte le malattie, perché agisce sul sistema neuro-muscolare e scheletrico, risveglia il corpo e lo rivitalizza facendolo sbocciare nuovamente. “Come il cavolo aiuta a nascere, il Metodo Feldenkrais fa rinascere”, proviamo allora a risvegliarci, eseguendo alcuni esercizi terapeutici.

ESERICIZI

I movimenti suggeriti sono indicati per il mal di schiena, considerata la “malattia del secolo”. Essa colpisce la maggior parte delle persone che, sofferenti, tendono a rinchiudersi in se stessi senza avere più entusiasmi e prospettive per la vita. I movimenti sono piccoli e semplici, da eseguire al mattino dopo il risveglio per alleggerire le tensioni muscolari della colonna vertebrale, spalle e bacino, rallegrare il corpo e migliorare le funzionalità degli organi e tessuti. Rilassatevi, ossigenatevi e con gli occhi ben aperti potrete intraprendere una nuova giornata iniziando a guardarvi attorno e ad aprirvi alla vita.

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Per le sue innumerevoli proprietà, il cavolo è stato considerato una pianta terapeutica adatta a curare qualsiasi malattia. È una pianta forte e tenace, capace di crescere e prosperare in tutti gli ambienti anche quelli più ostili per il mondo vegetale. Nello stesso modo il Metodo Feldenkrais è un apprendimento forte e profondo, che viene consigliato per tutte le malattie perché allieva il dolore. Andiamo ora a scoprire le origini, le proprietà e i modi di utilizzare questa pianta portentosa; mentre nei prossimi giorni vi sveleremo gli esercizi del metodo Feldenkrais affini al cavolo.

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