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WORKSHOP DI BOLOGNA
2-3 MARZO 2013
“ L’utilizzo del corpo nell’apprendimento ”

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Si è concluso a Bologna con successo il Work Shop “L’utilizzo del movimento nell’apprendimento” condotto da Eilat Almagor, che aveva come obiettivo la diffusione del Metodo Feldenkrais a sostegno degli insegnanti diplomati nel Centro e di tutti gli altri Insegnanti F. che lavorano sul territorio bolognese. Per pubblicizzare l’evento sono stati utilizzati manifesti giganti che hanno tappezzato l’intera città e le zone limitrofe richiamando un discreto numero di persone. I partecipanti al corso erano prevalentemente insegnanti Feldenkrais con i loro allievi, mentre Berit, che proveniva dalla Svezia, è arrivata sola; c’erano anche altre persone che non conoscevano il Metodo ma che erano rimaste incuriosite.

Il workshop si è rivelato per tutti una meravigliosa opportunità di crescita e apprendimento perchè Eilat ha saputo condurre e coinvolgere con arte magistrale i partecipanti guidandoli alla conoscenza e approfondimento del Metodo e alla scoperta di sé.

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Domenica 10 marzo 2013

Centro Scientifico del Movimento di Strigara

ore 10-16.30

Le parole diventano movimento:

Viso, esplorare la bocca e la mandibola.

con uno sfizioso pranzo casereccio nell’accogliente cucina di Tina Broccoli.

Vi aspettiamo!

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Chissà Feldenkrais quanto sarebbe stato contento di vedere un gruppo di ragazzi che hanno sfidato “quasi come eroi” i tortuosi tornanti gelati per raggiungere il Centro e poter imparare un Metodo da Lui ideato .

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Chissà Feldenkrais quanto si sarebbe rallegrato nel vedere un Centro, con una sala con un caldo pavimento in legno, sovrastato da bellissime capriate, dove si insegna e si impara esclusivamente il Metodo Feldenkrais; accogliendo giovani provenienti da tutte le nazioni per formarli professionalmente.

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Quanto Feldenkrais avrebbe gioito, nel vedere soggiornare studenti in accoglienti appartamenti e in piacevoli ambienti socializzanti, dove possono studiare, mangiare, ballare, scambiare idee ed opinioni preparandosi per andare nel mondo ad insegnare un Metodo da Lui creato.

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Chissà se Feldenkrais si sarebbe sentito realizzato nel vederci sollevare la testa con l’incrocio abituale e non abituale delle mani.

Avrebbe potuto pensare: “ hanno imparato ad utilizzare le potenzialità intellettive ” !

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Chissà se Feldenkrais si sarebbe compiaciuto nel vedere questi giovani rimasti isolati e sepolti sotto la neve per intere giornate.

Ma hanno gioito nell’osservare l’incantevole Valle del Rubicone ricoperta da uno spesso strato nevoso, circondata da colline innevate che splendevano sotto i raggi del sole.

Fra alti cumuli bianchi hanno riscoperto i giochi dell’infanzia tirando palle di neve .

Feldenkrais si sarebbe immerso in questo suggestivo paesaggio e dopo aver osservato il duro lavoro fatto nel Centro in tutti questi anni per diffondere il Metodo F. avrebbe esclamato :

Romagna Mia !

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Romagna Mia “ :

Celebre canzone scritta dal maestro Secondo Casadei, cantata in tutto il mondo dagli immigranti italiani quando sentono la nostalgia della loro terra lontana.

“ Il viaggio e i racconti su Feldenkrais “ continueranno nel periodo pasquale.

Ufficio stampa del Comitato Scientifico Strigara 3

Il recupero del primo segmento di Strigara 3 si ripeterà nell’ultima settimana di maggio

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Primo viaggio culturale: le Fosse di Sogliano al Rubicone.

Al termine di una giornata intensa di recupero della formazione professionale del Metodo Feldenkrais “Strigara 3”, condotta da Tina Broccoli (assistente trainer) col la collaborazione di Simone Broccoli, sotto una nevicata copiosa, ci siamo avventurati a Sogliano per la visita alla Fossa Brandinelli.

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La tradizione del formaggio di fossa risale almeno al XIV secolo quando la popolazione del luogo per proteggere le proprie derrate alimentari dalle continue incursioni dei nemici, le nascondeva nelle fosse di arenaria, profonde generalmente 3 metri. Gli alimenti venivano stipati e poi coperti con paglia e terra per essere così camuffati. Già al tempo si scoprì che il formaggio lasciato stagionare nelle fosse a circa 22° gradi sgrassava divenendo di qualità eccezionale. È nato così il formaggio di fossa che a Sogliano ha il suo luogo d’elezione. Oggi ci sono circa 40 fosse in una decina di case private.

La Fossa Brandinelli è collocata in un palazzo che era inserito nella cerchia muraria racchiudente l’antica Sogliano, al cui vertice un tempo svettava il castello Malatestiano, oggi non più esistente.

L’ambiente della Fossa Brandinelli unisce il fascino dell’antico con quello della modernità: le pareti in morbida arenaria disegnano un antro suggestivo con l’apertura di 5 fosse. La fossa ha generalmente la forma di un fiasco che viene accuratamente preparata per accogliere il formaggio. All’interno si brucia della paglia per igienizzare ed al contempo togliere l’umidità del locale che potrebbe rovinare la fermentazione del formaggio; poi, si crea un rivestimento di paglia che viene sostenuto da un’intelaiatura di canne tenuta insieme da cerchi di legno, mentre sul fondo vengono adagiate tavole di legno che consentono lo scolo del grasso del formaggio in fermentazione.

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“Quando scopri qualcosa di nuovo nel tuo modo di muoverti, di sentire il tuo corpo, il suo sorriso amorevole ti dice che lei è lì, complice e partecipe del tuo cambiamento, ed è felice con te … Grazie Eilat per tutto quello che mi hai insegnato e mi hai aiutato a scoprire.”

Marino Meri

presidente dell’Associazione Italiana Insegnanti Metodo Feldenkrais (AIIMF)

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I SUOI STUDENTI:

“Dopo tanti anni di lavoro assiduo sul mio corpo, dopo aver esplorato vie diverse e scoperto strade incredibili, l’incontro con Eilat è stato per me fondamentale per capire che la mia ricerca era giunta ad una nuova svolta: c’è ancora moltissimo che posso trovare e scoprire in me, ascoltandomi in un modo nuovo.”

Monica

“Sono rimasto sorpreso dal modo di comunicare di Eilat. Quell’apparente semplicità nell’esprimersi, nel trovare esempi e digressioni, nel condurci nell’esplorazione del nostro corpo e del movimento con quella emozione che immagino tipica nei bambini che fanno le loro prime scoperte, sono tutti elementi che mi hanno immerso nell’esplorazione del mio movimento attraverso il divertimento e la profonda saggezza di un bambino curioso.”

Michele

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“Quando vieni sopraffatta dal giudizio della gente, li puoi incominciare a credere di essere un vincente o un perdente. Ho vissuto una  parte della mia vita con questa credenza. Ho incontrato Eilat una maestra che parla un linguaggio a me tutto nuovo. Un linguaggio fatto di tante porte aperte lasciando la libertà di darmi tante risposte , un linguaggio che non giudica ma allena la mente nel trovare possibili risposte su cui poter scegliere, che mi fa sentire intelligente e sicura di me. Grazie Eilat.”

Gabriella

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INTERVISTA CON EILAT ALMAGOR
L’intervista che segue è stata tratta dalla Conferenza sulla Riabilitazione Internazionale tenutasi a Valencia nel 2012

http://neurorehabilitationvalencia.es/

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FIVAN: Come descriverebbe il Metodo Feldenkrais?
EILAT ALMAGOR: Imparare come apprendere sarebbe il modo migliore per descrivere ciò che facciamo nel Metodo Feldenkrais. Usiamo il movimento come strumento principale. Moshe Feldenkrais creò 600 differenti lezioni di movimento, e lasciò le registrazioni di tali lezioni per il nostro uso. È una collezione unica dei processi di apprendimento.
Ci sono due modi per insegnare il Metodo Feldenkrais. Lo si insegna in gruppo, il che implica l’utilizzo di istruzioni verbali e le lezioni vengono chiamate – CAM (Consapevolezza Attraverso il Movimento) e ci sono le lezioni individuali, chiamate IF (Integrazioni Funzionali) che coinvolgono il tocco e la manipolazione. In entrambi i tipi di lezione gli studenti vengono guidati ad esplorare modi diversi per compiere ogni singolo  movimento. L’esplorazione viene fatta lentamente e gentilmente, con attenzione e consapevolezza. Lo studente diventa consapevole della relazione tra se stesso, ciò che lo circonda e le diverse parti del proprio corpo. Lo studente diventa consapevole delle differenze nella qualità, nella facilità, e nell’efficienza del movimento, mentre compie le azioni in modi diversi. Lo studente impara anche a come dirigere la sua Attenzione verso i diversi elementi del movimenti: le parti del corpo, la distanza tra le parti, la relazione con l’ambiente, la direzione dello sguardo, e gli altri.
Gli esiti prevalenti sono:
• Un compimento dell’azione migliore, più facile e più armonico.
• L’abilità di fare cose che non si sarebbe stati in grado di fare prima.
• La flessibilità nei confronti di un ambiente che cambia grazie al fatto di aver più opzioni di azione.
• Una scoperta del processo di apprendimento attraverso la propria esperienza individuale.
• Aumento dei gradi di libertà, funzionalità, e tecnica.

Per me la serie di movimenti contenuti in una lezione Feldenkrais sono come le note in una frase musicale. C’è un filo funzionale che connette i passaggi attraverso tutta la lezione, che la rende significativa e accessibile al sistema nervoso. Spesso il filo conduttore non è lineare. È più come un intreccio di funzioni collegati in un modo interessante, associati tra azioni diverse. Stranamente, questa complessità rende la lezione più semplice ed anche più naturale per il cervello, ed addirittura più accessibile dal sistema nervoso. Si pensi solo al fatto che mentre siamo impegnati a fare qualcosa nella nostra quotidianità, simultaneamente dobbiamo tenere l’equilibrio ed esser pronti per rispondere alle condizioni di cambiamento. Questa semplice complessità può esser vista in modo meraviglioso nei bambini, quando giocano ed apprendono. Loro non solo si spostano velocemente da una funzione all’altra, ma combinano anche vari elementi insieme e li compongono in un’unica azione. Ad esempio, guardate giocando con una collanina. Feldenkrais considerava il processo di esplorazione che avviene nella primissima infanzia, con la sua ricchezza nel tentare e sbagliare, come il processo di apprendimento più importante della vita. Il Metodo incorpora i principi di quell’apprendimento naturale.
I temi delle lezioni CAM sono stati presi dai vari settori della vita. Spesso vengono estratti dai primi processi di sviluppo dei neonati e bambini, come il rotolarsi, il gattonare, il sollevare la testa, e il direzionare gli occhi.
Esplorare le componenti di queste funzioni da adulto può permetterci di sbrogliare vecchi schemi, può permettere di sbrogliare vecchi schemi, aprendo le opzioni verso nuove scelte. Altre funzioni che appaiono in una lezione sono collegate alla prestazione degli atleti, dei musicisti, o altri professionisti, e altre funzioni vengono estratte dalla vita quotidiana. Proprio come il processo per diventare un violinista o un altro artista, per diventare un insegnante Feldenkrais,
si deve passare attraverso un lungo processo di apprendimento attraverso il movimento. Una pratica che non termina mai. Solo attraverso quella esperienza individuale e all’osservazione di molti altri individui, si può acquisire il movimento come uno strumento di apprendimento, localizzando le differenze nella prestazione, e notare tuttavia il seme ed il potenziale di un apprendimento effettivo in una minuscola prestazione inefficace e molto strana.

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