Le “Azdore” in Limousine

Il nostro paese è così ricco che ha saputo distribuire omogeneamente e con coraggio la ricchezza da permettere alle “Adzore” di Strigara di andare in Limousine.

Sono arrivare arrivate al Centro Feldenkrais con gli strimenti del mestiere: tagliere matterello, teglia e tripiedi, per insegnare agli studenti del corso di Formazione Professionale a fare i cassoni con le erbette di campagna, raccolte dagli studenti il giorno precedente, dopo aver fatto uno studio ed una ricerca sul riconoscimento e sulle proprietà di tarassaco, “rosole” , cicoria…..

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Sul tagliere hanno messo la farina a forma di cratere, con po’ di strutto, un pizzico di bicarbonato e acqua tiepida, utilizzando gli stessi ingredienti che in genere si usano per fare la piadina.

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Dopo aver bene amalgamato l’impasto e reso omogeneo e stato suddiviso in piccole pagnotte, spianate con il matterello in forme circolari ma più sottili della piadina. Il ripieno fatto di erbette precedente stufate con aglio e olio è stato messo sulla metà di ogni piadina coprendolo con l’altra metà, per evitare l’apertura i bordi sono stati ben schiacciati con una forchetta.

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Lettera di Tina Broccoli

Un pomeriggio con le “Azdore”

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É stato veramente un bel “giovedì grasso”, grasso sotto tutti i punti di vista:

culturale, emozionale e di scambio sociale.

In questo sconfinato tratto collinare di Romagna, definito dal Pascoli “Piccolo e grandemente amato paese di Romagna” la generosità e l’altruismo sono sopravvissuti al sovrano regno della sopraffazione dell’era moderna, dove sono smarriti ideali, valori morali che i nostri padri ci hanno insegnato con tanta insistenza e determinazione.

Ammirevole è stata la spiegazione semplice e vivace che Delma mi ha dato, ed era soddisfatta di sentirsi utile nell’insegnarmi a fare i “gnocchi” per tutte le persone che domenica verranno nel Centro e parteciperanno al corso da noi programmato “ Sette passi per dimagrire”.

Ancora non si è spenta quella tradizione tipica romagnola di calorosa accoglienza dell’ospite, che rallegra i cuori e fa sentire a casa propria; ed è ancora viva negli anziani la voglia di socializzare, collaborare, scambiare parole e competenze.

Le “azdore” non hanno perduto quello smalto che le caratterizza nel preparare il cibo con le proprie mani, per le persone che amano, un cibo che ritengono sano e genuino, sinonimo di benessere e salute.

É stato un bel pomeriggio che mi ha umanamente arricchito, facendomi dimenticare le miserie umane che a volte mi circondano, confermandomi ciò che avevo smarrito, il Centro che ho costruito con tanta fatica, contro tutto e contro tutti ad eccezione di mio nipote, è nato in un paese dove la dimensione umana è ancora regina, e ciò mi ripaga delle amarezze vissute.

Oggi posso dire: Grazie “Azdore”

per ciò che avete fatto per me, per il Centro, per i mie studenti. Grazie per aver insegnato loro a fare: piadina, tagliatelle, strozzapreti, gnocchi. Porteranno nel mondo una professione preziosa e gratificante, che hanno imparato nel Centro, ed avranno nei loro cuori un po’ di quel calore, infuso dalla cultura romagnola e che i nostri antenati ci hanno trasmesso con tanto amore e dedizione.

Ora con infinita gratitudine dico:

Grazie “Azdore” per avermi aiutato a ritrovare il valore delle mie tradizioni

Tina Broccoli

Strigara 7/2/2013