Un ricordo delle amiche del cuore

Tina

Ti  ho conosciuta al liceo, decenni fa, insegnavi Scienze Naturali, io Storia e Filosofia, l’altra nostra amica, Rosella, insegnava Italiano: sono del suo giardino le pere cotogne che tieni tra le mani nella foto.

Un’immagine di settembre, dello scorso settembre. L’hai voluta per il sito del tuo Centro. Nessuno pensava che sarebbe stata abbinata alla parola ricordo.

Rosella mi ha detto che al tuo funerale le è mancato il ricordo di noi, di noi prima, prima dell’avventura vincente del tuo Centro.

E come eravamo noi? Chi eravamo? Noi eravamo quelle che a fine anni settanta integravano il movimento degli insegnanti precari, e perdevamo soldi e soldi scioperando a oltranza,  eravamo quelle  che partivano in treno per Amsterdam, per il primo Festival Femminista d’Europa.  Zoccoli e gonne a fiori,  belle, allegre e arruffate. Dopo due o tre serate colte al Festival, abbiamo deciso che ci divertivamo di più nel quartiere a luci rosse, e andavamo a vedere le ragazze in vetrina, a stupirci dei bei giovinotti che le frequentavano, a sorprenderci dei prodotti dei sex shop, come due  sprovvedute provincialotte. E tu rubavi un piattino, un cucchiaino, un portacenere in ogni bar, e ci toccava scappare lungo i canali, e ti dicevo di smettere, ma tu ridevi e rispondevi  “E perché?” Ma perché, Tina, certe cose non si fanno, come morire come hai fatto tu, troppo in fretta. E ancora dovevamo mettere a punto il tuo ultimo libro. L’avremmo fatto quest’inverno, mi hai detto a settembre. Eravamo a Gabicce, con altri amici. Settembre a Gabicce, buona abitudine, abbiamo pensato. Non andrò più a Gabicce, credo. E a fatica andrò lì vicino, a Cattolica, dove Rosella abitava in quella invidiabile casa al sesto piano sul mare.

Ci mettevi per terra e con professionalità nascente praticavi con le donne amiche ciò che il Maestro  ti aveva trasmesso, ciò che avevi sperimentato e ti aveva guarito. Noi scoprivamo parti e movimenti del nostro corpo dimenticati nell’infanzia, tu ci facevi sentire diritte, sorridenti e armoniose. E si parlava di noi, dei nostri uomini e si rideva , sì, ridevamo tanto.

Scorrono le immagini  di trentasette anni: della scuola di Cittiglio, Varese,  dove per il tuo cognome ho voluto conoscerti, di un camino affrescato mentre preparavamo una meravigliosa marmellata di arance siciliane, della vita al mulino… una favola da raccontare oggi.

Il Mulino vicino alla Svizzera l’avevi comprato con il tuo compagno di allora, primi anni ottanta. Ci passavamo le estati, con il maiale Elisabetta e le  due Pipe, le anatre che per anni avevi tenuto sul balcone di casa prima di trasferirti lì. Le Pipe le portavamo al lago in Valganna, o a Porto Ceresio, alla sera facevamo festa sull’aia del mulino.  Andavamo anche a pescare al fiume, per sentirci in California, un filo di nylon, un amo, mai nessuna preda. Stravaganti, certo, ma autentici, così radicalmente vicini all’idea che avevamo di noi, liberi, trasgressivi,  audaci.  Tu forse più di tutti. L’immaginazione sempre oltre il presente, gli occhi arguti che scrutavano intorno per inventarsi qualcosa di nuovo. E te lo sei inventato per bene.  Strigara.

E le mie prime salite fino a Strigara. Felice ogni volta di rivederti, anche se mi sgridavi per non aver fatto gli esercizi che tu mi avevi insegnato per salvare la mia anca. Felice di saperti sempre concentrata nello studio e nella sperimentazione del Metodo, ma ancor di più di ritrovare cucina giardino cani gatti che mi riportavano Tina, amica romagnola trovata in Lombardia.

Alla presentazione del tuo primo libro ti abbiamo truccata e vestita di seta. Ti eri allenata a camminare sui tacchi, li portavi anche per andare nel pollaio,  oscillavi su quel paio di sabot leopardate e a punta. Non ricordo come fossi vestita io, ma l’emozione sì che me la ricordo. Ti avevo aiutata a produrre un evento culturale, scientifico. Eravamo diventate delle grandi donne. La tua grandezza mancherà al mondo.

LELLA                                                                     ROSELLA

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s