… un ricordo di Tina da parte di Eilat Almagor

… un ricordo di Tina da parte di Eila Almagor

… un ricordo di Tina da parte di Eila Almagor

Quando ricordo Tina, è in una risata, a volte in una vitale discussione, soprattutto quando sentiva di non avere abbastanza cooperazione, costruendo qualcosa di nuovo con le sue visioni non convenzionali. I ricordi di Tina non mi sono mai arrivati con tristezza. Perciò oggi è uno shock – Così triste. Lei avrebbe potuto realizzare molte di più delle sue visioni, che nessun altro riteneva possibili. Tina era un’anticonformista, ma ancora così profondamente radicata nella sua cultura – nella vostra cultura, la cultura di Sogliano, la cultura dell’Emilia Romagna. Lei insisteva affinché la gente che lei amava di più, la sua famiglia e la sua comunità, imparasse a sostenerla, mentre lei la guidava.

Caro Simone, tu hai seguito la sua guida nel mondo Feldenkrais con tanto amore e fedeltà e poi sei diventato il suo braccio destro e la sua sicurezza. La sicurezza che tutto ciò che aveva costruito avrebbe avuto un futuro, un futuro per il mondo. La forza di Tina con Simone, con il retroterra culturale di Sogliano e le idee innovative di Feldenkrais, hanno portato qui tutti noi – studenti e insegnanti. Ci siamo fatti catturare dal suo sogno. Tina ci ha fatto conoscere da dove veniva tutto ciò, portando le donne di Sogliano a fare la Piadina con noi, raccogliendo con noi i topinambour e cuocendoli a San Giovanni. Creando il posto per noi, con la palestra e gli appartamenti, belli e di alto livello costruttivo.

Io non sapevo cosa significasse una palestra; per me suonava come un palazzo. Tina ha costruito questo palazzo bello e modesto, pietra dopo pietra, tronco dopo tronco, con persone professionali che hanno portato la cultura della costruzione di Sogliano. Con pietre dal Rubicone.
Tu hai costruito un palazzo che è amichevole con l’ambiente, con tutte le persone che vi soggiornano attorno, negli appartamenti colorati, o siedono nel gazebo o imparano all’interno di esso o dormono all’interno di esso. Un palazzo che è una bandiera per l’umanità, mentre in ogni stanza e in ogni angolo queste persone vivono e tutte loro, Italiani, Svedesi, Israeliani, Tedeschi, Polacchi, Slovacchi, Norvegesi, Inglesi, Russi, Croati, escono alle dieci in punto per imparare e unirsi al tuo sogno. Per mangiare e unirsi al tuo sogno. Per ballare, per ridere, per aiutare i bambini a camminare e sorridere. E’ anche un palazzo per i gatti ed i tacchini, che cominciano la loro parata alle dieci in punto, circondando la palestra e ruzzolando giù per la vallata. Ricorderò sempre la forza che ricevevo ogni mattina, appena prima di cominciare ad insegnare, quando coglievo un momento di connessione con la vita reale, guardando quella bucolica parata di tacchini dalla sedia rossa reale di Strigara.

Questa forza guiderà tutti noi quando continueremo a realizzare questo incredibile progetto di Tina.
E’ troppo presto per me per dire addio a Tina. La tristezza è troppo grande.

Eilat

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