Primo volantino dell’A.I.I.M.F.

Alla Formazione Feldenkrais denominata “Paris 1” hanno partecipato più di ottanta studenti di nazionalità diverse, che avevano sentito l’esigenza di costituire Associazioni Nazionali per tutelare il Metodo. Il gruppo italiano era formato da tredici studenti che provenivano da diverse regioni ed hanno fondato l’A.I.I.M.F. Associazione Italiana Insegnanti Metodo Feldenkrais. In un’ estate torrida parigina, nel parco dello Stade Français abbiamo abbozzato il primo volantino pubblicitario dell’Associazione.

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Non è stato per niente facile unire pensieri, mentalità, opinioni ben conformate in persone diverse, ma avevamo compreso che se volevamo diffondere in Italia il M. Feldenkrais, dovevamo rimanere uniti e compatti, rispettandoci reciprocamente.

Si doveva prevalentemente diffondere il Metodo nella città e regione dove vivevamo, naturalmente i confini non erano rigidi, ciascuno di noi poteva sconfinare nel territorio degli altri rispettando principi etici. Il più vasto gruppo di insegnanti risiedeva nel nord , io ero sola nel centro, mentre Anna di Catania doveva occuparsi della diffusione nel sud Italia, ma dopo essersi innamorata di un francese che frequentava la nostra Formazione, ha preferito andare in barca con lui per navigare nelle acque mediterranee, per suonare il violino sui porti italiani e stranieri. Come si può osservare dalla foto dove siamo disposti circolarmente, la nostra Formazione era numerosa.
Al centro si trovano gli insegnanti:
– Miriam Pfeffer
– Anat Baniel
– Carl Ginsburg
– Sabine, figlia della nostra insegnante era assistente.
– Miriam Pfeffer è considerata una dei dodici discepoli di Moshe Feldenkrais.

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La seconda foto, evidenzia la difficoltà che avevamo nell’andare sulla testa. Ursula, un amica di corso al centro della foto, scoraggiata ci rinuncia, io vestita di gialla in fondo a sinistra e riflessa nello specchio, ci provo, si può vedere che sono ancora lontano nel raggiungere l’equilibrio e la stabilità per andare sulla testa. “Questo è il bello del Feldenkrais”. Questa è la nostra filosofia. Se non riesci ad eseguire un movimento, provaci ancora, se successivamente non ci riesci, trova una strada diversa, utilizzando minor forza, perché non riuscire a fare un movimento, non dipende dal fatto che non sei bravo o brava ma dalla tua organizzazione corporea che influisce sull’esecuzione. Senza mai rinunciare, ci provi e ci riprovi finché: pensiero – muscolo – scheletro – sistema nervoso, diventeranno plastici e ti permetteranno di fare facilmente il movimento e di realizzare quindi:

“I tuoi desideri!”

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