Scopriamo come è andato il workshop di Bologna (2-3 marzo 2013) con Eilat Almagor

WORKSHOP DI BOLOGNA
2-3 MARZO 2013
“ L’utilizzo del corpo nell’apprendimento ”

afa

Si è concluso a Bologna con successo il Work Shop “L’utilizzo del movimento nell’apprendimento” condotto da Eilat Almagor, che aveva come obiettivo la diffusione del Metodo Feldenkrais a sostegno degli insegnanti diplomati nel Centro e di tutti gli altri Insegnanti F. che lavorano sul territorio bolognese. Per pubblicizzare l’evento sono stati utilizzati manifesti giganti che hanno tappezzato l’intera città e le zone limitrofe richiamando un discreto numero di persone. I partecipanti al corso erano prevalentemente insegnanti Feldenkrais con i loro allievi, mentre Berit, che proveniva dalla Svezia, è arrivata sola; c’erano anche altre persone che non conoscevano il Metodo ma che erano rimaste incuriosite.

Il workshop si è rivelato per tutti una meravigliosa opportunità di crescita e apprendimento perchè Eilat ha saputo condurre e coinvolgere con arte magistrale i partecipanti guidandoli alla conoscenza e approfondimento del Metodo e alla scoperta di sé.

lmàlmà

A ciascuno ha saputo dare quella perla mancante, ma necessaria, per completare la collana che avevamo iniziato ad infilare molto tempo fa.
Arricchiti e pieni di emozioni siamo ritornati a casa pronti a trasmettere agli altri ciò che abbiamo imparato.

sdnfksù

Al Work Shop sono arrivati anche alcuni soci fondatori dell’Associazione Insegnanti Italiani del Metodo Feldenkrais (A.I.I.M.F.) , amiche con le quali mi sono diplomata a Parigi nel 1988.

ròlgmerlmemgSoci fondatori dell’A.I.I.M.F.

I soci fondatori dell’A.I.I.M.F. erano tredici. Allo Stade Français di Parigi abbiamo abbozzato lo statuto ma ho dovuto constatare, negli ultimi anni, con rammarico, che alcune norme non sono state rispettate.

Le amiche della mia Formazione sono venute a Bologna per sostenere un progetto nel quale abbiamo sempre creduto e crediamo tuttora sfidando l’ambizione e l’individualismo che a volte rischia di minare l’interesse comune a molti, violando quei principi etici che dovrebbero accomunare o essere patrimonio comune di tutti gli insegnanti Feldenkrais.

,mòlmàlmàùLe amiche della mia Formazione sono arrivate accompagnate dalle loro figlie, alcune di loro praticano ed insegnano il metodo Feldenkrais, ciò è una naturale prosecuzione di attività lavorativa generazionale, piochè sul corpo dei nostri figli e dei nostri nipoti, abbiamo provato e riprovato manipolazioni imparate durante i corsi di aggiornamento ed è stato inevitabile che qualcuno di loro lo scegliesse come mestiere, sentendone i benefici corporei e mentali. A Bologna, insieme, abbiamo vissuto uno straordinario Work Shop, non più da studenti ma da Trainer, Assistenti Trainer, Insegnanti Esperti, sentendo, vivendo, apprezzando ogni dettaglio verso i quali Eilat ha saputo condurre con garbo e chiarezza, sia persone che non conoscevano il Metodo che persone navigate.

-, nòkà-nFinita la giornata, non ci siamo lasciate trascinare dal frenetico accanimento di trascrivere appunti, come solitamente facevamo a Parigi, quando ci ritiravamo per scrivere le lezioni imparate durante la giornata e forzatamente inchiodavamo i nostri corpi scalpitanti alle scrivanie, reprimendo il desiderio di andare nei quartieri parigini a vivere e a vedere la vita dei francesi. In quel periodo, l’insegnamento del M.Feldenkrais, era prevalentemente verbale, trasmesso da maestro a maestro, non potevamo approfondire le conoscenze su testi, libri e manuali perchè scarseggiavano, per cui se volevamo il materiale da consultare per imparare lo dovevamo trascrivere.
Dopo il Work Shop, saggiamente, alla sera ci siamo lasciati condurre prima da Adriana per cenare in un ristorante caratteristico bolognese, poi da Luisa per andare ad ascoltare suo marito che suonava con altri musicisti in un piano bar, ed insieme abbiamo trascorso una piacevole serata.
Mentre camminavo per le vie bolognesi per ritornare in albergo, mi sono ricordata della spensierata vita universitaria e ,passo dopo passo, tra le mura vitali della città, si è consolidato il pensiero che da mesi aveva preso forma nella mia mente: l’importanza che gli insegnati formatori vadano sul territorio dove operano gli insegnati che hanno diplomato, per sostenerli, attenuare i loro dubbi e incertezze, incoraggiandoli soprattutto in questo periodo di grave crisi economica.

àakpfEilat e Tina con i maestri di Bologna

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s