Incontro mensile con le erbe selvatiche

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Tina Broccoli racconta l’esperienza e la nascita del progetto: Incontri mensili sulle erbe selvatiche.

Gli opuscoli scritti sull’incontro mensile con le erbe selvatiche, sono la realizzazione di un progetto ideato da un gruppo di amici nel Circolo Enogastronomico la Rosa di San Giovanni in Galilea.Il gruppo aveva l’ intento di portare gente nei nostri paesi. Si doveva creare qualche cosa di interessante per attirare le persone sui colli romagnoli. Ciascuno di noi aveva un compito specifico, qualcuno doveva interessarsi di pubblicità e della sua diffusione, qualcun’altro doveva condurre i gruppi di persone nei campi per riconoscere e raccogliere le erbe selvatiche. Io dovevo occuparmi della classificazione, della storia delle proprietà e dell’uso delle erbe selvatiche descritte negli opuscoli. Le erbe raccolte venivano utilizzate per la preparazione della cena, alla fine della quale venivano insegnati movimenti Feldenkrais e dati gli opuscoli ai partecipanti.

Di erbe avevo una buona conoscenza, perchè era stato un argomento della mia tesi, fatta sulla vegetazione spontanea della Val Marecchia. Inoltre, quando insegnavo alle 150h di Cavaria-Albizzate (VA), con gli studenti andavamo nei campi per raccogliere erbe, in aula le classificavamo (come lo si può dedurre dalle foto), studiavamo le loro proprietà e gli effetti che avevano sull’organismo. Ritenevo che l’argomento fosse interessante per la vita degli studenti-lavoratori, dei loro figli e che migliorasse la qualità della vita, ma sopratutto volevo risvegliare in loro quell’amore per la natura che è insito in ciascuno di noi e spesso assopito.

Immagine achillea Immagine 150 ore Immagine tarassaco

Il gruppo di amici che aveva progettato sognando di portare un cambiamento in questo paese si è dissolto, perchè il lavoro non essendo remunerativo, ha fatto perdere l’interesse alle persone che pensavano di trarne vantaggi economici. Io credevo nel progetto, non potevo lasciare sola un’amica che con coraggio aveva intrapreso un cammino incerto ed insidioso, lasciando la professione di commercialista per quella di ristoratrice. Insieme abbiamo concluso con successo, tanto che la serata dedicata all’ortica è stata ripetuta due volte con il tutto esaurito. Ciò che maggiormente mi aveva affascinato in questa esperienza è stata la ricerca dell’affinità comportamentale fra pianta e uomo, in modo da unificare le sequenze di movimento Feldenkrais appropriate a questo argomento. La più appropriata e che ancora oggi condivido, è stata quella con il Topinambur, fiore giallo simile al girasole ma più piccolo, che cresce lungo i fossi nel mese di settembre, da qui il nome settembrino. L’analogia appare evidente: “Come il Topinambursi apre di fronte al sole, così l’uomo si apre di fronte alla vita”.

Immagine topinamburfoto topinambur

Dopo aver assaggiato i gustosi manicaretti fatti in cucina da Mirka, invitavo gli ospiti con movimenti Feldenkrais,
a flettersi ed estendersi come il settembrino al sole.

foto tina e mirka Tina e Mirka

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